Elezioni provinciali

Con l’approssimarsi delle elezioni amministrative (probabilmente a fine maggio), ci sembra utile aprire un dibattito con i frequentatori del blog che possa essere utile ad individuare le linee politiche e programmatiche del Partito Sardo per il governo della provincia.
La nostra Federazione intende mettere a punto il programma e la lista elettorale coinvolgendo quanti,  sardisti e non,  hanno idee da proporre sull’argomento.
La lista dei candidati verrà approvata dal Coordinamento tra i nominativi proposti dai territori.

Auspichiamo l’ingresso di energie nuove e giovani,  che sappiano dare maggiore impulso ed entusiasmo per la realizzazione degli ideali e dei programmi sardisti.

Così come deliberato dall’ultimo Congresso Nazionale, le eventuali alleanze saranno decise dal Coordinamento Provinciale,  esclusivamente in relazione al grado di condivisione del nostro programma. A cominciare dall’eliminazione degli sprechi.

Noi siamo convinti, infatti, che nelle pieghe di bilancio esistano gli spazi e le possibilità per liberare risorse da destinare alle emergenze sempre più acute che stanno interessando il territorio, e che l’Amministrazione Provinciale possa dare un sostanzioso contributo per affrontare le attuali emergenze sociali.

Dando risposte prima di tutto a coloro che sono in condizioni di bisogno,  perché non hanno un reddito sufficiente a condurre una vita dignitosa,  perché hanno un lavoro precario o il lavoro l’hanno perduto o non lo hanno mai avuto.

Altra tematica che ci sta a cuore è quella legata all’ identità. Per molto tempo la cultura dominante, attraverso la scuola innanzitutto, si è data da fare per cancellare ogni nostra connotazione identitaria,  riuscendo talmente bene nell’intento,  sino al punto di farci vergognare della nostra sardità.

Solo adesso ci stiamo rendendo conto dei danni prodotti da una simile miopia politica. Non solo per gli effetti catastrofici che hanno portato alla quasi scomparsa della lingua sarda,  ma anche per non aver capito che il modello di sviluppo socio-economico non poteva prescindere dalle risorse identitarie:

  • il territorio, con la sua identità paesaggistica e le sue ricchezze naturali, da valorizzare e salvaguardare mediante un approccio dinamico e non solo contemplativo;
  • le attività economiche tradizionali: artigianato, agricoltura e pastorizia: quest’ultima l’unica vera industria sarda;
  • il patrimonio artistico ed archeologico, con la sua straordinaria ricchezza e originalità;
  • ed appunto la lingua che ormai tutti hanno capito non sia solo un fatto culturale.

Fortza Paris!

Aspettiamo i vostri commenti ed articoli di approfondimento su questi ed altri temi.

2 Commenti a “Elezioni provinciali”

  • Giorgio scrive:

    Da un pò di tempo non faccio più politica attiva. Soprattutto da quando il Psd’Az si scisse sulla scelta di allearsi con il centro-destra o con il centro-sinistra (Presidenza di Serrenti). Da quel preciso atto, smisi di interessarmi attivamente alle vicende del partito poichè capii che era un vero e proprio suicidio per la nostra identità spostarci a destra o a manca (non c’è nessuna differenza. Con la sinistra ricordo i troppi trabocchetti nei nostri confronti). Infatti la gente non capì questa divisione e da allora siamo stati sempre ai margini della politica che conta. Si è riusciti a tenere il minimo indispensabile per la sopravvivenza affidandoci di volta in volta a personaggi che di sardismo non avevano e non hanno niente a che fare (vedi ex funzionaro degli ex comunisti). Da allora ci sono state diverse competizioni elettorali con un leggero incremento per poi approdare in una coalizione maggioritaria che può o non può essere condivisa (se serve da mezzo per ottenere alcune rivendicazioni, ben venga….. Ma questa è un’altra storia). Non sono più tesserato (e non per mia scelta) tuttavia ogni qualvolta ci sono appuntamenti elettorali scorro sempre i nomi dei candidati nel mio colleggio. Elezioni regionali (Soru) candidato una persona rispettabile ma che con il sardismo non aveva niente a che fare…. anzi. Stesso discorso per le successive competizioni Provinciali. Nella passata consultazione regionale, altro elemento di estrazione completamente avversa ai principi del Psd’Az. Ora in questa imminente, candidatura di un altro elemento che probabilmente non sa neanche cosa significhi essere candidato in un Partito così glorioso. Con quali argomentazioni si proporrà al decimato popolo sardista in Trexenta? Probabilmente, come hanno fatto gli altri dirà: “Non vi consiglio di abbraciare la fede che identifica il partito ma votatemi ugualmente; non vorrei fare brutta figura, almeno nel pio paese”. Questa è stata la scelta fatta dal territorio? Ma chi rappresenta il territorio? Speravo in una scelta migliore; un candidato che si sarebbe proposto agli elettori con la bandiera dei 4 Mori addosso, ma soprattutto con una bandiera dentro di sè.
    Un affettuoso abbraccio a Pierino
    Con stima

    Giorgio Coraddu

  • admin scrive:

    Capisco la tua amarezza e il tuo sconcerto.
    Però non condivido la tua severità di giudizio nei confronti di quanti si sono prestati a candidarsi nelle nostre liste pur non essendo tesserati al PSdAz.
    Anzi dovremmo essere loro grati per aver consentito Al Partito Sardo di presentarsi con una lista competitiva.
    D’altronde se vai indietro con la memoria e pensi ai tanti candidati che avevano “la bandiera dei quattro mori addosso”, e che ricoprivano i più importanti incarichi di partito, sei sicuro che fossero migliori di questi?

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